Come la mindfulness può aiutarti a vincere le abitudini alimentari

Come vincere le abitudini alimentari con la mindfulness

Quando hai voglia di uno snack o di qualcosa di dolce, fermati e chiediti: sono davvero affamato o è solo una voglia? Sono annoiato o triste? Come mi farà sentire mangiare quel cibo? Judson Brewer, un psichiatra, neuroscienziato e direttore della ricerca e dell’innovazione presso il Mindfulness Center dell’Università di Brown, offre questa guida come parte di una strategia di 21 giorni per vincere l’abitudine di mangiare in modo automatico e imparare ad ascoltare i segnali del tuo corpo. Secondo Brewer, queste domande aiutano le persone a concentrarsi su ciò di cui hanno realmente bisogno, rispetto a ciò che vogliono.

In un’intervista con The Washington Post, il Dr. Brewer ha parlato del suo nuovo libro, “L’abitudine della fame: perché mangiamo quando non siamo affamati e come smettere”. Abbiamo discusso di come il suo piano possa aiutare con abitudini come lo stress e l’eccesso di cibo, nonché il ruolo della forza di volontà e della curiosità nel cambiare le abitudini.

Secondo Brewer, la forza di volontà non gioca un ruolo significativo nel cambiamento di comportamento. Il paradigma dominante è che le persone sentono di avere bisogno di più forza di volontà e finiscono per provare nuove diete o piani che richiedono forza di volontà. Questo spesso porta alla vergogna e alla sensazione di non essere in grado di cambiare. Semplicemente sapere cosa “dovremmo” fare spesso non basta per farci cambiare comportamento. Brewed nota che siamo tutti bombardati da messaggi che alimentazione sana e esercizio fisico regolare sono la base per una buona salute, ma molti di noi continuano ad avere difficoltà. Il cambiamento di comportamento non avviene solo attraverso la conoscenza, ma attraverso la consapevolezza e l’ascolto del nostro corpo.

La mindfulness può aiutare ad aumentare la consapevolezza del momento presente senza giudizio. Brewer consiglia di iniziare chiedendosi il motivo per cui si desidera mangiare. Siamo davvero affamati o c’è qualcos’altro che sta scatenando questa abitudine? La scienza che valuta l’efficacia di questo approccio è ancora limitata, ma uno studio su un gruppo di donne sovrappeso e obese mostra una diminuzione del 40% del cibo mangiato per soddisfare una voglia, tra quelle che hanno seguito il programma mindfulness per un mese sul proprio smartphone.

Anche se non ci sono ancora evidenze concrete sull’efficacia delle pratiche di mindfulness, Brewer sottolinea che molte persone trovano questo approccio molto utile rispetto alle diete restrittive. Anche se non porta necessariamente a una perdita di peso significativa, può fornire gli strumenti necessari per gestire i desideri di cibo e per cambiare abitudini poco salutari.

Per cambiare le abitudini alimentari, Brewer afferma che dobbiamo cambiare il valore di ricompensa associato a determinati comportamenti. La nostra mente rivede il passato per navigare nel futuro. Ritagliarsi un momento per domandarci cosa è successo l’ultima volta che abbiamo mangiato in modo eccessivo, ricordare le sensazioni sgradevoli e il disagio fisico che ne è seguito, può aiutare a sviluppare un senso di insoddisfazione nei confronti dei comportamenti alimentari sbagliati. Questo può portare a una diminuzione del valore di ricompensa associato al cibo.

Con il tempo, attraverso la consapevolezza di sensations fisiche e mentali, possiamo imparare a gestire le voglie e le pulsioni senza lasciarci sopraffare. Brewer ha sviluppato una pratica chiamata RAIN (Riconoscere, Accettare, Indagare, Notare), che aiuta a far fronte ai desideri di cibo. Secondo la sua ricerca, la voglia più lunga registrata è durata 12 minuti.

Infine, la curiosità svolge un ruolo importante nel cambiamento delle abitudini alimentari. Esplorare con curiosità le sensazioni fisiche, le emozioni e i pensieri che sorgono durante le voglie può aiutare a sviluppare una maggiore comprensione di sé e ad adottare comportamenti più sani.

In conclusione, la mindfulness può essere uno strumento potente per vincere le abitudini alimentari indesiderate. Attraverso la consapevolezza e la curiosità, possiamo imparare a ascoltare i segnali del nostro corpo e a gestire i desideri di cibo in modo sano e consapevole.

Come vincere le abitudini alimentari con la mindfulness: FAQ

1. Cos’è la mindfulness?
La mindfulness è la consapevolezza del momento presente senza giudizio. Consiste nell’essere consapevoli delle sensazioni fisiche, emozioni e pensieri che sorgono nel qui e ora.

2. Come posso utilizzare la mindfulness per vincere le abitudini alimentari?
Puoi iniziare chiedendoti il motivo per cui desideri mangiare. Sii consapevole se hai realmente fame o se c’è qualcos’altro che scatena l’abitudine alimentare. La mindfulness può aiutarti a identificare i segnali del tuo corpo e a distinguere tra fame fisica e voglie emotive.

3. La mindfulness può aiutare a perdere peso?
Non ci sono ancora evidenze concrete sull’efficacia della mindfulness per la perdita di peso. Tuttavia, molte persone trovano utile questo approccio rispetto alle diete restrittive, in quanto fornisce gli strumenti per gestire i desideri di cibo e per cambiare abitudini poco salutari.

4. Quali sono i passi della pratica RAIN?
RAIN è un acronimo che sta per Riconoscere, Accettare, Indagare, Notare. Questa pratica può aiutarti a far fronte ai desideri di cibo. Devi riconoscere la voglia, accettarla senza giudizio, indagare sulle sensazioni fisiche e mentali associate ad essa, e notare come la voglia si attenua nel tempo.

5. Quanto tempo può durare una voglia di cibo?
Secondo la ricerca del Dr. Brewer, la voglia più lunga registrata è durata 12 minuti. Con il tempo e la pratica della mindfulness, puoi imparare a gestire le voglie e le pulsioni senza lasciarti sopraffare da esse.

6. Come posso cambiare il valore di ricompensa associato ai miei comportamenti alimentari?
Per cambiare le abitudini alimentari, devi cambiare il valore di ricompensa associato a determinati comportamenti. Puoi fare ciò ricordando le sensazioni negative e il disagio fisico che hai provato dopo aver mangiato in modo eccessivo. Questo può portare a una diminuzione del valore di ricompensa associato al cibo.

Per ulteriori informazioni sull’argomento trattato nell’articolo, puoi visitare il sito web principale del Mindfulness Center dell’Università di Brown cliccando qui.