I recenti dati dal Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR) dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) indicano che gli effetti del COVID persistono più a lungo tra i residenti di alcuni stati rispetto ad altri.

Secondo il rapporto, la prevalenza più elevata di long COVID è stata riscontrata in West Virginia, dove il 10,6% dei partecipanti al sondaggio ha riferito di avere effetti a lungo termine del virus nel 2022. Anche in Alabama e Montana, il 9,8% dei partecipanti ha riportato casi di long COVID.

Altri stati con una percentuale di casi di long COVID superiore all’8% includono Dakota del Nord (9,3%), Oklahoma (9,1%), Wyoming (9,0%), Tennessee (8,9%), Mississippi (8,7%), Iowa (8,3%), Dakota del Sud (8,3%) e Utah (8,3%).

Complessivamente, il 6,9% degli adulti americani ha riferito di aver sperimentato il long COVID. La prevalenza più elevata del long COVID si riscontra generalmente nel Sud, nell’Ovest e nel Midwest, mentre i casi segnalati sono minori nella Nuova Inghilterra e nella regione del Pacifico.

Secondo il dottor Marc Siegel, professore clinico di medicina presso il NYU Langone Medical Center e collaboratore medico di Fox News, la presa del vaccino e l’obesità giocano un ruolo nel long COVID.

“Studi multipli hanno dimostrato che almeno tre dosi di vaccino riducono significativamente il rischio di long COVID”, ha affermato il dott. Siegel. “Inoltre, le malattie sottostanti rappresentano un altro fattore significativo. Sappiamo che l’obesità aumenta il rischio di COVID grave in modo drammatico, e il COVID grave correla con sintomi persistenti e long COVID”.

I dati per questo rapporto sono stati raccolti telefonicamente dai partecipanti di almeno 18 anni come parte del Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) del 2022.

Nonostante le limitazioni dello studio, il CDC ha dichiarato di voler utilizzare questi dati per informare le politiche e i programmi volti a sostenere gli adulti americani che stanno sperimentando il long COVID.

Il long COVID è una condizione in cui i sintomi del virus persistono per un periodo prolungato, generalmente tre mesi o più. I sintomi possono includere affaticamento, sintomi respiratori e sintomi neurologici, come la nebbia mentale.

Secondo il dott. Siegel, i sintomi più comuni del long COVID sono affaticamento persistente, nebbia mentale, mancanza di respiro, tosse e frequenza cardiaca rapida o aritmie.

Ci sono ancora molti aspetti da comprendere riguardo al long COVID e ulteriori studi sono necessari per approfondire la comprensione di questa condizione.

Sezione FAQ basata sui principali argomenti e informazioni presentate nell’articolo:

Domanda: Quali stati hanno la percentuale più alta di casi long COVID negli Stati Uniti?
Risposta: Secondo il Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR) dei CDC, West Virginia, Alabama e Montana hanno la percentuale più alta di casi long COVID, con il 10,6% e il 9,8% dei partecipanti che hanno riportato effetti a lungo termine del virus, rispettivamente.

Domanda: Quali altri stati hanno una percentuale significativa di casi di long COVID?
Risposta: Altri stati con una percentuale di casi di long COVID superiore all’8% includono Dakota del Nord, Oklahoma, Wyoming, Tennessee, Mississippi, Iowa, Dakota del Sud e Utah.

Domanda: In quali regioni degli Stati Uniti si riscontra la prevalenza più alta del long COVID?
Risposta: La prevalenza più alta del long COVID è generalmente riscontrata nel Sud, nell’Ovest e nel Midwest degli Stati Uniti, mentre i casi segnalati sono minori nella Nuova Inghilterra e nella regione del Pacifico.

Domanda: Quali sono i fattori che influenzano il long COVID?
Risposta: Secondo il dottor Marc Siegel, la presa del vaccino e l’obesità giocano un ruolo nel long COVID. Studi hanno dimostrato che tre dosi di vaccino riducono significativamente il rischio di long COVID. L’obesità aumenta il rischio di COVID grave, che correla con sintomi persistenti e long COVID.

Domanda: Come sono stati raccolti i dati per questo rapporto?
Risposta: I dati per questo rapporto sono stati raccolti telefonicamente dai partecipanti di almeno 18 anni come parte del Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) del 2022.

Domanda: Come il CDC intende utilizzare questi dati?
Risposta: Nonostante le limitazioni dello studio, il CDC dichiara di voler utilizzare questi dati per informare le politiche e i programmi volti a sostenere gli adulti americani che stanno sperimentando il long COVID.

Definizioni:

– long COVID: una condizione in cui i sintomi del virus persistono per un periodo prolungato, generalmente tre mesi o più. I sintomi possono includere affaticamento, sintomi respiratori e sintomi neurologici come la nebbia mentale.
– Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR): un rapporto settimanale pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) che fornisce informazioni sulle malattie e sulla mortalità negli Stati Uniti.
– Centers for Disease Control and Prevention (CDC): un’agenzia federale degli Stati Uniti responsabile per la protezione della salute pubblica.
– Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS): un sistema di sorveglianza che raccoglie dati sulla salute comportamentale, inclusi fattori di rischio, malattie croniche e uso di servizi sanitari, negli Stati Uniti.

Link correlati suggeriti (solo se i link sono validi):
Centers for Disease Control and Prevention