Secondo un articolo pubblicato il 13 febbraio sul Washington Post, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) pianificano di rilasciare nuove linee guida che ridurranno significativamente le raccomandazioni per le persone infette da Covid-19. Le nuove direttive, previste per aprile, non consiglieranno più a maggior parte degli americani infettati dal virus di rimanere lontano dal lavoro e dalla scuola per cinque giorni. Invece, verrà consigliato alle persone di lasciare la propria abitazione solo se sono rimaste senza febbre per almeno 24 ore (senza l’uso di farmaci abbassatori di febbre come ibuprofene o acetaminofene) e presentano sintomi lievi e in fase di miglioramento. Non è ancora chiaro se e come le nuove linee guida fanno riferimento all’utilizzo dei test per prendere decisioni.

Secondo Aaron Glatt, medico specializzato in malattie infettive ed epidemiologo ospedaliero presso il Mount Sinai South Nassau Hospital di Long Island, si tratta di un passaggio ragionevole. Quando si tratta di salute pubblica, è necessario considerare ciò che verrà ascoltato e ciò che è concretamente attuabile. Glatt sostiene che le linee guida che rispettano i più alti standard di controllo delle infezioni potrebbero soddisfare gli esperti di salute pubblica, ma linee guida che riconoscono la realtà dei lavoratori senza congedo malattia retribuito e delle difficoltà legate alla cura dei bambini, nonché l’importanza delle interazioni sociali, sono più probabili che vengano seguite e generino fiducia nell’autorità sanitaria pubblica.

Le nuove raccomandazioni saranno indirizzate alla comunità nel suo complesso e alle persone che vivono, lavorano e vanno a scuola in essa, non ai centri ospedalieri, alle case di cura e ad altre strutture il cui personale è meno mobile socialmente e vulnerabile agli effetti più gravi del virus. Le persone a rischio più elevato di sviluppare una forma grave di Covid-19, come gli anziani e coloro con patologie preesistenti, probabilmente saranno soggette a linee guida diverse e più conservative. Secondo Glatt, questa differenza di approccio è adeguata poiché non si possono adottare le stesse strategie per un bambino di 4 anni e per un soggetto in una casa di cura. L’approccio deve essere adattato alla situazione specifica.

L’articolo riporta che gli anziani rappresentano il 90% dei decessi da Covid-19 negli ospedali, secondo il CDC. Tuttavia, i pazienti che attualmente vengono ricoverati e muoiono a causa del virus sono diversi da quelli che si ammalavano gravemente all’inizio della pandemia. Si tratta di persone con gravi patologie preesistenti e un sistema immunitario compromesso, e non è nemmeno chiaro se sia il Covid-19 a causarne il declino. Secondo Shira Doron, medico di malattie infettive ed epidemiologo ospedaliero presso la Tufts Medicine di Boston, la situazione è completamente diversa rispetto al 2020 o anche al 2021.

È difficile determinare esattamente quanti degli anziani più colpiti siano infettati in strutture come ospedali e case di cura – cioè quanti di loro sarebbero relativamente indenni dalle nuove linee guida. È anche complicato stabilire quante persone anziane, consapevoli del loro rischio maggiore, adottino misure aggiuntive per proteggersi in pubblico, come indossare mascherine e radunarsi all’aperto.

Alcuni stati hanno già allentato le raccomandazioni senza conseguenze negative. Ad esempio, dall’allentamento delle restrizioni in Oregon a maggio 2023, lo stato non ha registrato aumenti anomali nella diffusione o gravità del virus. Anche California ha apportato modifiche simili nel gennaio 2024. Secondo Doron, ciò avviene perché le misure di isolamento non sono state efficaci nel limitare i danni causati dal Covid-19. Molte persone fanno ciò che vogliono, indipendentemente dal fatto che siano malate o meno, e possono evitare di segnalare sintomi pur di non dover osservare una politica di isolamento.

Per questo motivo, secondo Doron, insieme al cambiamento delle linee guida sull’isolamento, il CDC dovrebbe modificare anche quelle relative ai test. I test dovrebbero essere effettuati solo quando possono influire sulle decisioni medicali e guidare verso un trattamento farmacologico. Doron ritiene che il CDC debba concentrarsi su chi qualifica per un determinato trattamento e fornire linee guida più chiare al riguardo. In definitiva, si tratta di passare da ciò che non funziona a ciò che funziona, ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili.

Domande frequenti (FAQ) basate sui principali argomenti e informazioni presentate nell’articolo:

1. Quali sono le nuove linee guida che i CDC si apprestano a rilasciare?
2. Cosa consiglieranno le nuove linee guida alle persone infette da Covid-19?
3. Come le nuove linee guida tengono conto dei lavoratori senza congedo malattia retribuito e delle difficoltà legate alla cura dei bambini?
4. A chi saranno indirizzate le nuove raccomandazioni?
5. Quali gruppi di persone potrebbero essere soggetti a linee guida diverse e più conservative?
6. Chi rappresenta la maggioranza dei decessi da Covid-19 negli ospedali, secondo il CDC?
7. Quali sono le differenze tra i pazienti che si ammalano gravemente attualmente e quelli dell’inizio della pandemia?
8. Quante persone anziane potrebbero beneficiare delle nuove linee guida?
9. Quali stati hanno già allentato le restrizioni senza conseguenze negative?
10. Perché secondo Doron il CDC dovrebbe modificare anche le linee guida relative ai test?

Definizioni di termini chiave o gergo utilizzati nell’articolo:

1. CDC – Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention): un’agenzia federale degli Stati Uniti responsabile della protezione della salute pubblica e della promozione delle buone pratiche in ambito medico.
2. Covid-19 – malattia causata dal coronavirus SARS-CoV-2 che ha avuto origine in Cina nel 2019 e si è diffusa in tutto il mondo causando una pandemia.
3. Linee guida – direttive o raccomandazioni fornite da organizzazioni sanitarie o autorità competenti per aiutare a prendere decisioni informate sulla gestione di una malattia o situazione specifica.
4. Isolamento – misura adottata per separare una persona infetta da altri e prevenire la diffusione di una malattia contagiosa.

Link correlati suggeriti:
Sito dei CDC
Washington Post (homepage)