Un fungo mortale attacca il cervello dei pazienti in Messico

Un rapporto pubblicato nel quotidiano “The New England Journal of Medicine” rivela che il fungo responsabile di numerosi casi di meningite mortale, collegati a cliniche mediche in Messico, ha attaccato aggressivamente la base del cervello dei pazienti.

La meningite fungina è stata riscontrata in 24 pazienti provenienti dagli Stati Uniti che avevano visitato due cliniche mediche a Matamoros, in Messico, molti dei quali provenienti dal Texas. Sfortunatamente, 12 pazienti sono deceduti.

Tutti i pazienti avevano subito interventi di chirurgia estetica, come l’implantologia del seno, il lifting dei glutei o la liposuzione, che richiedevano un’anestesia epidurale. Successivamente è stato scoperto che l’epidurale era contaminata da un fungo chiamato Fusarium solani, che ha infettato il liquido cerebrospinale dei pazienti.

La ricerca ha dimostrato che il fungo si è diffuso nel tronco cerebrale, ricco di vasi sanguigni, creando coaguli e ostruendo il flusso del liquido spinale. Ciò ha causato ictus, emorragie cerebrali e un aumento della pressione all’interno del cervello.

Secondo gli esperti, questa scoperta potrebbe aiutare i medici a diagnosticare e trattare più rapidamente i futuri casi di meningite fungina. È stato anche evidenziato che è fondamentale iniziare il trattamento il prima possibile per ridurre al minimo i danni causati dall’infezione.

Nonostante la gravità dell’epidemia, gli esperti avvertono che potrebbero verificarsi altri focolai simili in futuro. Pertanto, si consiglia ai medici di chiedere ai pazienti con sintomi di meningite informazioni dettagliate sulla loro storia medica recente, in particolare riguardo agli epidurali e ai viaggi all’estero per cure mediche.

Infine, le persone che prevedono di recarsi all’estero per cure mediche dovrebbero prendere alcune precauzioni, come consultare un medico specializzato in malattie da viaggio, verificare l’accreditamento della struttura medica presso cui si recano e assicurarsi di portare con sé la propria documentazione medica al ritorno. L’informazione e la collaborazione tra pazienti e medici sono fondamentali per garantire la sicurezza e la salute.

FAQ:

1. Qual è la causa della meningite fungina mortale descritta nell’articolo?
La meningite fungina è stata causata dal fungo chiamato Fusarium solani, che è stato trovato nell’anestesia epidurale utilizzata durante interventi di chirurgia estetica.

2. Quanti pazienti sono stati colpiti dalla meningite fungina?
Sono stati colpiti 24 pazienti provenienti dagli Stati Uniti, molti dei quali avevano visitato due cliniche mediche a Matamoros, in Messico. Purtroppo, 12 pazienti sono deceduti.

3. Come si è diffuso il fungo nei pazienti colpiti?
Il fungo si è diffuso nel tronco cerebrale dei pazienti, creando coaguli e ostruendo il flusso del liquido spinale. Ciò ha causato ictus, emorragie cerebrali e un aumento della pressione all’interno del cervello.

4. Come questa scoperta potrebbe aiutare i medici nel futuro?
Questa scoperta potrebbe aiutare i medici a diagnosticare e trattare più rapidamente i futuri casi di meningite fungina, riducendo così i danni causati dall’infezione.

5. Cosa dovrebbero fare i medici per prevenire futuri focolai simili?
I medici sono invitati a chiedere ai pazienti con sintomi di meningite informazioni dettagliate sulla loro storia medica recente, in particolare riguardo agli epidurali e ai viaggi all’estero per cure mediche.

6. Quali precauzioni possono essere prese da persone che viaggiano all’estero per cure mediche?
Le persone che intendono viaggiare all’estero per ricevere cure mediche dovrebbero consultare un medico specializzato in malattie da viaggio, verificare l’accreditamento della struttura medica in cui si recheranno e portare con sé la propria documentazione medica al ritorno.

Definitions:
– Meningite fungina: un’infezione delle meningi (le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale) causata da un fungo.
– Fusarium solani: un tipo di fungo responsabile dei casi di meningite fungina descritti nell’articolo.

Related Links:
The New England Journal of Medicine